L’attività psicomotoria consente ai bambini di mettere in moto contemporaneamente corpo, emozioni, pensieri in maniera fluida, unitaria. Il bambino è posto nella condizione di sviluppare una consapevolezza del proprio corpo in relazione all’altro e all’uso degli oggetti. L’obiettivo è di permettergli di esplorare, sperimentare e approfondire la propria relazione con il mondo che lo circonda nella direzione di uno sviluppo psicofisico armonioso.

L’attività psicomotoria con i suoi tempi, i suoi spazi e materiali permette di favorire l’accoglienza di ciascun componente del gruppo e ha come denominatore comune il corpo che, con il suo linguaggio universale crea un terreno comune in cui i bambini ricercano la loro potenzialità nell’azione e nel movimento.  I bambini con difficoltà di autismo trovano nella psicomotricità un'occasione per essere loro stessi in modo autentico. Non occorre sapere parlare per comunicare, c'è il corpo, ci sono materiali, c'è uno spazio adeguato.

Inoltre acquisisce nuove abilità, impara a coordinare i gesti, a migliorare l’equilibrio e ad evitare movimenti inutili. Il gioco è strettamente collegato allo sviluppo psicomotorio del bambino, lo influenza e ne è a sua volta influenzato. Giocare, dunque, per i bambini è importantissimo. La psicomotricità si configura come una strategia didattica capace di favorire anche nelle persone con bisogni educativi speciali, il processo di crescita in tutte le dimensioni della personalità (motoria, cognitiva, affettiva, sociale), incoraggiandole ad assumere attitudini e stili di vita corretti.

La psicomotricità per rispondere all’esigenza primaria che appartiene ad ogni bambino: il suo naturale bisogno di movimento cercando di finalizzare l’attività all’inclusione del bambino in difficoltà.

 

 

Condotto da: Maddalena Mauceri, pedagogista e psicomotricista

 

STANZA PSICOMOTRICITA'